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Il calcio senza fischio finale
Champions League

Il nuovo formato della Champions League spiegato semplice

Girone unico da 36 squadre, otto partite, classifica generale e spareggi: come funziona la nuova Champions League e come ci si qualifica alle fasi finali.

2 agosto 2026

2 min di lettura · 708 letture

La Champions League ha cambiato pelle: via i vecchi gironi da quattro squadre, dentro un grande campionato unico. Il risultato è più big match, una classifica generale da seguire e un pizzico di complessità in più. Ecco come funziona, spiegato semplice.

La fase campionato

Le 36 squadre partecipanti formano un unico grande girone. Ognuna gioca otto partite — quattro in casa e quattro in trasferta — contro otto avversari diversi, sorteggiati da fasce di valore differenti. Non ci si affronta più tutti contro tutti: sarebbe impossibile, ma il sistema garantisce a ciascuno un calendario equilibrato tra squadre forti e meno forti.

Al termine delle otto giornate si stila un'unica classifica generale da 1 a 36, con gli stessi criteri di punti visti per i campionati.

Come ci si qualifica

La posizione finale nella classifica generale decide tutto:

  • le prime otto accedono direttamente agli ottavi di finale;
  • le squadre dal 9º al 24º posto si giocano un turno di spareggio (playoff) in doppia gara per raggiungere le migliori;
  • chi finisce dal 25º posto in giù è eliminato ed esce da ogni competizione europea per quella stagione.

Chiudere tra le prime otto è quindi un vantaggio enorme: significa saltare un doppio confronto in più e presentarsi agli ottavi già da testa di serie.

Dalla fase a eliminazione alla finale

Dagli ottavi in poi si torna al classico tabellone a eliminazione diretta, con gare di andata e ritorno (il cosiddetto doppio confronto) fino alla semifinale. La finale, invece, è in gara secca e in campo neutro. In caso di parità nei doppi confronti si va ai tempi supplementari ed eventualmente ai rigori — la vecchia regola dei gol in trasferta è stata abolita.

Perché il cambiamento

Il nuovo formato aumenta il numero di partite di alto livello già nella prima fase, riduce le gare "inutili" e tiene vivo l'interesse più a lungo, perché la classifica unica va monitorata fino all'ultima giornata. Per le italiane significa più occasioni di prestigio, ma anche meno margine d'errore: ogni punto nella fase campionato può valere la differenza tra un ottavo diretto e uno spareggio insidioso.

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