Top e flop della seconda giornata: Malen non si ferma, il Como fa il colpo, la Fiorentina sprofonda
Cinque promossi e cinque bocciati dopo il secondo turno. Con un dato che si ripete: nove gol su ventisette sono arrivati da giocatori entrati dalla panchina, e in tre partite su dieci hanno deciso il risultato.
Seconda giornata archiviata, sei squadre a punteggio pieno e una classifica che comincia a dividersi. Le valutazioni che seguono sono opinioni della redazione, i dati citati sono verificati sui tabellini.
I cinque top
1. Donyell Malen. Tripletta alla prima, doppietta alla seconda. Cinque gol in centottanta minuti, tutti su assist o palloni serviti dai compagni di reparto, con Dybala che ne ha innescati quattro. A Lecce ha segnato al primo tiro in porta della Roma, dopo quattro minuti. È l'uomo del momento del campionato e non c'è discussione.
2. Il Como di Fàbregas. Ha vinto al Maradona infliggendo ad Allegri la prima sconfitta da allenatore del Napoli in una gara ufficiale. Baturina e Douvikas, con il pari di Hojlund in mezzo e il 2-2 di Lobotka annullato nel finale. Quattro punti in due giornate e la sensazione che il mercato da una decina di operazioni stia già rendendo.
3. La Roma di Gasperini. Otto gol fatti, zero subiti, due poker consecutivi. Nessuna squadra italiana ha una differenza reti simile e nessuna ha ancora incassato una rete. Il primo posto è meritato in ogni sua cifra.
4. Il Frosinone. La neopromossa ha espugnato il Franchi per 3-0 nel giorno del centenario viola, con la doppietta di Raimondo e la rete di Bracaglia. Dopo la sconfitta di misura con la Juventus, è il tipo di risposta che una squadra appena salita non è tenuta a dare.
5. Marco Carnesecchi. Menzione controcorrente. Nella partita che l'Atalanta ha vinto senza meritarlo, è stato lui a tenerla in piedi con due interventi decisivi nel primo tempo su Piccoli e Ferguson. Senza quelle parate, il gol di Samardzic al novantaseiesimo sarebbe servito solo a pareggiare.
I cinque flop
1. La Fiorentina. Ultima in classifica con zero punti, nessun gol segnato e sette subiti in due partite. Il 3-0 interno con il Frosinone è arrivato nel giorno delle celebrazioni per i cento anni del club, con la maglia storica bianca e rossa. Paradossalmente è anche la squadra che ha comprato di più sul mercato: Mastantuono, Atta, Beto, Pellegrino. Qualcosa non torna.
2. Il Bologna di Tedesco. Due partite, due sconfitte, entrambe per 1-0 ed entrambe immeritate. Con la Lazio aveva tenuto il possesso e battuto otto corner senza segnare. A Bergamo ha fatto la partita per novanta minuti, ha colpito un palo con Cambiaghi e ha perso al sesto minuto di recupero. È la squadra che sta pagando di più lo scarto fra prestazione e risultato.
3. Il Monza. Sette gol subiti in due giornate, uno-quattro a San Siro e due-tre in casa con l'Udinese, quest'ultima con un errore grave del portiere Thiam sul gol che ha rimesso avanti i friulani. Il ritorno in Serie A è cominciato nel modo più duro.
4. Il Napoli. Non per la sconfitta in sé, ma per il contesto. Secondo classificato uscente, due soli innesti veri sul mercato, e un ko interno contro una neo-ambiziosa che espone subito le scelte estive. Allegri ha provato a raddrizzarla con un triplo cambio compreso De Bruyne, senza riuscirci.
5. Il Torino di Abate. Due sconfitte in due partite, zero punti. Contro il Milan aveva avuto un palo e un'occasione divorata, a Sassuolo si è fatta battere da un gol di Berardi appena entrato. Il debutto in Serie A del tecnico si sta rivelando più complicato del previsto.
Il dato che continua a tornare
Nove gol su ventisette complessivi del turno sono arrivati da giocatori entrati a partita in corso: Saelemaekers con due assist a San Siro, Nico Gonzalez e Koopmeiners allo Stadium, Berardi al Mapei, Krstovic nella prima giornata, Samardzic a Bergamo.
In tre partite su dieci un subentrato ha deciso direttamente il risultato. Sommando i sette gol dalla panchina della prima giornata, la statistica non è più un caso: è la caratteristica dominante di questo avvio di campionato.
La spiegazione più plausibile resta quella fisiologica. A inizio settembre le condizioni non sono ancora complete e le squadre con rose profonde trovano campo nell'ultima mezz'ora. Il primo test vero arriverà dopo la sosta, quando i ritmi si saranno assestati.
La classifica dopo due giornate
Sei punti: Roma, Inter, Milan, Juventus, Atalanta, Lazio.Quattro punti: Como, Udinese.Tre punti: Frosinone, Napoli, Cagliari, Sassuolo, Lecce.Zero punti: Torino, Bologna, Genoa, Parma, Venezia, Monza, Fiorentina.
Cosa aspettarsi alla ripresa
Il campionato si ferma per la sosta e riparte venerdì 4 settembre con Genoa-Como. La terza giornata mette subito due scontri diretti fra squadre a punteggio pieno: Roma-Atalanta sabato 5 e Juventus-Milan domenica 6. In mezzo anche Inter-Napoli.
Un turno che a inizio settembre vale già parecchio, soprattutto per il Napoli, chiamato a rispondere in casa dei campioni d'Italia.
