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Come funzionano i calci di rigore: regole e curiosità

Come funziona il calcio di rigore: quando si assegna, le regole per tiratore e portiere, la differenza con i tiri di rigore finali.

3 agosto 2026

1 min di lettura · 505 letture

Il calcio di rigore è il momento di massima tensione di una partita: un uomo contro il portiere, da undici metri. Ecco come funziona.

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Quando si assegna

Il rigore viene fischiato per un fallo da punizione diretta commesso da un difensore dentro la propria area di rigore: sgambetto, spinta, trattenuta o fallo di mano. Il VAR può segnalarlo se l'arbitro non lo vede.

Le regole del tiro

  • si calcia dal dischetto, a 11 metri dalla porta;
  • il portiere deve restare sulla linea con almeno un piede fino al tiro;
  • gli altri giocatori stanno fuori area e dietro il pallone;
  • il tiratore non può ribadire in rete un pallone toccato solo da lui (sarebbe doppio tocco).

Rigore in partita e rigori finali

Attenzione a non confonderli: il rigore durante il gioco fa parte dell'azione, e su una respinta si può ribattere in rete. I tiri di rigore a fine gara, invece, servono a decidere una sfida in parità dopo i supplementari: si calcia a oltranza e ogni tiro è definitivo.

L'arte del dischetto

Segnare non è scontato: potenza, precisione e freddezza fanno la differenza. C'è chi sceglie il cucchiaio alla Panenka, un tocco morbido al centro mentre il portiere si tuffa. Sbagliarlo, però, è la beffa più dolorosa.

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