Come funzionano i calci di rigore: regole e curiosità
Come funziona il calcio di rigore: quando si assegna, le regole per tiratore e portiere, la differenza con i tiri di rigore finali.
Il calcio di rigore è il momento di massima tensione di una partita: un uomo contro il portiere, da undici metri. Ecco come funziona.
Quando si assegna
Il rigore viene fischiato per un fallo da punizione diretta commesso da un difensore dentro la propria area di rigore: sgambetto, spinta, trattenuta o fallo di mano. Il VAR può segnalarlo se l'arbitro non lo vede.
Le regole del tiro
- si calcia dal dischetto, a 11 metri dalla porta;
- il portiere deve restare sulla linea con almeno un piede fino al tiro;
- gli altri giocatori stanno fuori area e dietro il pallone;
- il tiratore non può ribadire in rete un pallone toccato solo da lui (sarebbe doppio tocco).
Rigore in partita e rigori finali
Attenzione a non confonderli: il rigore durante il gioco fa parte dell'azione, e su una respinta si può ribattere in rete. I tiri di rigore a fine gara, invece, servono a decidere una sfida in parità dopo i supplementari: si calcia a oltranza e ogni tiro è definitivo.
L'arte del dischetto
Segnare non è scontato: potenza, precisione e freddezza fanno la differenza. C'è chi sceglie il cucchiaio alla Panenka, un tocco morbido al centro mentre il portiere si tuffa. Sbagliarlo, però, è la beffa più dolorosa.

