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Messi lascia l'Argentina: sei Mondiali, 207 partite e un ciclo che si chiude qui

Il capitano dell'Albiceleste ha annunciato il ritiro dalla nazionale il 31 agosto 2026, con una lettera scritta il 21 luglio. Lascia da primatista di presenze, reti e assist, da campione del mondo 2022 e da miglior marcatore nella storia della Coppa del Mondo. Cosa dicono davvero i numeri di vent'anni in azzurro e bianco, e cosa resta a Scaloni.

31 agosto 2026

4 min di lettura

Ci sono carriere che vanno lette alla fine, perché è solo alla fine che si capisce quanto pesavano. Quella di Lionel Messi con l'Argentina è una di queste. Il 31 agosto 2026, con una lettera scritta a mano e pubblicata su Instagram, il capitano ha annunciato che non giocherà più con la Selección. Ha 39 anni, ne aveva 18 al debutto.

Sei Mondiali, un record che condivide con due soli giocatori

Messi ha giocato sei edizioni della Coppa del Mondo, dal 2006 al 2026. Nella storia del calcio ci sono riusciti soltanto Cristiano Ronaldo e Guillermo Ochoa. A queste si aggiungono sette Copa América, dal 2007 al 2024.

Il bilancio è quello di chi ha vissuto entrambe le facce del mestiere: vicecampione del mondo nel 2014 e nel 2026, campione nel 2022 in Qatar. Campione del Sud America nel 2021 al Maracanã e nel 2024. In mezzo la Finalissima del 2022 contro l'Italia a Wembley, l'oro olimpico di Pechino 2008 e il Mondiale Under 20 del 2005, che fu il primo trofeo di tutti.

Nell'ultimo torneo ha strappato a Miroslav Klose il primato di marcatore all-time dei Mondiali, chiudendo a 21 reti secondo i conteggi diffusi a fine torneo. Ha anche il record di assist nella storia della competizione, 12, dopo i due serviti in semifinale contro l'Inghilterra per la rimonta dal 1-0 al 2-1.

I numeri con l'Albiceleste

Secondo i conteggi diffusi al momento dell'annuncio, Messi chiude a 207 presenze e 125 gol. È il primatista della nazionale argentina in tre voci contemporaneamente: partite giocate, reti segnate e assist forniti. Nessun altro sudamericano ha segnato tanto con la propria nazionale, e nella classifica dei marcatori di ogni epoca resta il secondo di sempre nel calcio mondiale.

Restano da consolidare i totali ufficiali, che l'AFA aggiornerà nelle prossime ore, ma l'ordine di grandezza non cambia: un giocatore che ha vestito quella maglia per vent'anni e l'ha vestita quasi sempre.

Il ciclo che nessuno raccontava più

Vale la pena ricordare che questa storia, per sette anni, è stata raccontata al contrario. Finale mondiale persa nel 2014, Copa América persa nel 2015, Copa América persa nel 2016 con il rigore sbagliato nella lotteria finale. In quella notte Messi annunciò il ritiro dalla nazionale, poi tornò sui suoi passi.

Il ribaltamento comincia nel 2021, quando l'Argentina vince la Copa América in casa del Brasile, e si completa a Lusail nel dicembre 2022. Dentro c'è la cosa più difficile da costruire in una nazionale: un gruppo che smette di dipendere dal fuoriclasse e comincia a proteggerlo. È quello che ha permesso all'Albiceleste di arrivare in fondo anche nel 2026, con un Messi arrivato al torneo consumato fisicamente.

L'ultima partita è la finale del 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford: Spagna-Argentina 1-0 dopo i supplementari, gol di Ferran Torres nell'ultimo quarto d'ora su appoggio di Nico Williams, Enzo Fernández espulso. Messi non è quasi mai stato servito nella ripresa.

Cosa resta a Scaloni

L'Argentina riparte da una base che ha vinto tutto e da un problema di ruolo, non di talento. Nel 3-5-2 e nel 4-4-2 asimmetrico con cui Scaloni ha lavorato negli ultimi anni, Messi non era un attaccante: era il punto in cui la squadra andava a cercare la giocata quando la partita si bloccava. Quella funzione non si sostituisce con un giocatore, si redistribuisce.

Gli strumenti ci sono. Julián Álvarez, Lautaro Martínez, Alexis Mac Allister, Enzo Fernández, più la generazione arrivata dopo. La differenza la farà la capacità dello staff di cambiare struttura invece di cercare un erede, esercizio che in Argentina ha già fatto danni per vent'anni, tra il post Maradona e i finti nuovi Maradona.

Nella lettera Messi lo scrive a modo suo: dice di aver dato tutto e di non avere più nulla da dare, e aggiunge che alle sue spalle stanno arrivando ragazzi che meritano di esserci.

La carriera nei club continua

Il ritiro riguarda solo la nazionale. Messi resta all'Inter Miami e continuerà a giocare in Major League Soccer. Il tema del suo addio definitivo al calcio, dopo la lettera dedicata al padre Jorge in cui aveva ammesso dubbi sulla propria continuità, resta aperto ma non è oggetto dell'annuncio di oggi.

Domande frequenti

Quante partite ha giocato Messi con l'Argentina?207 presenze e 125 gol secondo i conteggi diffusi al momento dell'annuncio: è il primatista della nazionale per partite, reti e assist.

Quanti Mondiali ha giocato Messi?Sei, dal 2006 al 2026. È un record condiviso soltanto con Cristiano Ronaldo e Guillermo Ochoa.

Messi è il miglior marcatore della storia dei Mondiali?Sì. Nel torneo 2026 ha superato Miroslav Klose, chiudendo a 21 reti secondo i conteggi diffusi a fine competizione. Detiene anche il record di assist, 12.

Che cosa ha vinto Messi con la nazionale?Mondiale 2022, Copa América 2021 e 2024, Finalissima 2022, oro olimpico a Pechino 2008 e Mondiale Under 20 nel 2005. È stato vicecampione del mondo nel 2014 e nel 2026.

Qual è stata l'ultima partita di Messi con l'Argentina?La finale del Mondiale 2026 del 19 luglio, persa 1-0 contro la Spagna dopo i supplementari al MetLife Stadium di East Rutherford.

Messi ha smesso di giocare?No. Il ritiro riguarda solo la nazionale: prosegue all'Inter Miami in Major League Soccer.

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